19 luglio 2018 Livio

Metro C, Radicali: indagine Procura conferma le nostre denunce

“Avevamo denunciato già nel 2013, prima nelle sedi politiche, poi all’ANAC e alla magistratura penale e contabile, molte cose poco chiare relative alla metro C: la chiusura delle indagini penali sulla gestione dell’appalto segna un importante passo in avanti nel percorso che abbiamo iniziato per portare alla luce quello che si nasconde dietro questo grande bluff, ovvero l’esistenza di un’economia parallela che non ha nulla a che vedere con l’interesse pubblico”. Lo affermano in una nota Riccardo Magi, deputato di +Europa e segretario di Radicali italiani, e Francesco Mingiardi membro di direzione di Radicali italiani. 
“Le indagini portano alla luce aspetti significativi di una gestione malsana dell’appalto, viziato fin dalla sua impostazione generale. Dalle origini ad oggi gli atti che hanno orientato l’affidamento del contratto e la sua esecuzione hanno avuto e continuano ad avere, come stella polare, la gestione stessa del sistema economico-imprenditoriale che l’appalto ha creato, e non l’esigenza di dotare la Capitale di un’infrastruttura fondamentale per il suo futuro.
Un’opera enorme fine a se stessa che alimenta un sistema fatto di aziende pubbliche e private, di subappalti e incarichi che da tre lustri sono l’unico elemento veramente tangibile. La metro C avrebbe dovuto essere conclusa nel 2013, attraversando Roma, da sud-est e nord-ovest: oggi l’opera è ridotta a un moncone che non incide quasi per nulla sulla mobilità, non è ancora entrata in centro e non vi sono idee progettuali concrete per portarla oltre San Giovanni.
L’unica certezza è che sull’infrastruttura più importante a Roma – la più costosa in Italia – si tira a campare senza pianificazione e senza controllo: alla soddisfazione che di tanto in tanto manifestiamo per le sporadiche conferme rispetto alla nostra impostazione critica d’insieme, vorremmo poter gioire di una presa d’atto di questa comunità, che è la sola base su cui può fondarsi una rinascita”.
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