PERCHÉ UN REFERENDUM?

Come cittadini romani siamo stanchi.

Stanchi di sopportare un trasporto pubblico non all’altezza di una capitale europea. Stanchi di dover continuare a pagare per un servizio carente e inadeguato. Ma soprattutto siamo stanchi di aspettare.

Stanchi di aspettare un autobus che non passerà mai e un’amministrazione comunale che non è in grado di fornire risposte adeguate.

Vogliamo creare un trasporto pubblico che faccia sembrare Roma più piccola perché ben collegata e non perché dotata di autobus, tram e metropolitane inefficienti.

Per fare questo c’è bisogno di una scossa, di un segnale forte che arrivi direttamente a chi di dovere, dal Comune all’Atac, ma che parta da cittadini. Perché siamo noi a dover subire quotidianamente i disagi derivati dall’avere a che fare con un’azienda ormai disinteressata alle nostre esigenze.

Ed è grazie alle 33.000 firme raccolte tra i cittadini che hanno voluto dire basta a tutto ciò che questo referendum è possibile. Ma ora c’è un ulteriore passo da fare: andare a votare. E votare Sì.

Sì ad un trasporto di cui non dovremo vergognarci, che rimanga pubblico, ma gestito da aziende virtuose che abbiano l’obiettivo di investire in un patrimonio che appartiene a tutti.

Perché ormai l’Atac da troppo tempo non appartiene più ai romani: è finita nelle mani della politica, dei sindacati, immischiata in giochi di potere che la rendono non solo lontana dalle esigenze di chi ne usufruisce, ma anche improduttiva.

I debiti accumulati dall’azienda la rendono un peso per le casse del comune e, di conseguenza, per i portafogli dei cittadini romani. Ogni giorno dobbiamo assistere ad autobus che prendono fuoco, corse soppresse senza preavviso, scioperi che bloccano un’intera città.

Ci siamo lamentati per anni di questa situazione, avendo l’impressione di essere impotenti, di non poter fare nulla davanti ad una situazione così tragica.

Aspettavamo da tempo l’occasione per dire la nostra e quell’occasione è finalmente arrivata.

Finalmente possiamo smettere di aspettare ed essere noi a mobilitarci!

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