Chiediamo al Partito Democratico di prendere una posizione sul Referendum

“A meno di un mese dal referendum Mobilitiamo Roma, che chiamerà i cittadini a esprimersi sulla situazione del trasporto pubblico nella capitale, il Pd si sveglia dal torpore annunciando un pre-referendum tra gli iscritti romani per decidere che posizione prendere: di fronte a questa notizia verrebbe da chiedersi se non ci sia il rischio che la consultazione si trasformi piuttosto in un post-referendum, visto che al voto mancano solo poche settimane e non è stata nemmeno individuato il giorno del referendum interno”. Così in una nota Simone Sapienza segretario di Radicali Roma e Alessandro Capriccioli consigliere regionale tra i promotori del referendum Sì Mobilitiamo Roma del prossimo 11 novembre.
“Cerchiamo di intavolare una discussione con la dirigenza del Pd da mesi, abbiamo chiesto un incontro al quale non è seguita risposta. Sappiamo che tutta la classe dirigente è impegnata nella preparazione delle primarie ma il tema della concorrenza e del ruolo dello stato nella gestione e controllo dei servizi pubblici non può rimanere fuori.
Ci auguriamo sinceramente che in questi ultimi giorni la dirigenza sia sostenuta nel prendere finalmente in seria considerazione l’ipotesi di occuparsi davvero del referendum, e dei temi che solleva, per rispetto degli elettori e per dare il giusto risalto a un appuntamento di partecipazione democratica diretta unico nella storia di Roma Capitale”.

Riccardo Magi a La versione di Oscar (Radio 24 – 10/10/2018)

Nella puntata del 10 ottobre de “La versione di Oscar” su Radio 24, Riccardo Magi e Andrea Giuricin hanno parlato di Atac e del referendum dell’11 novembre con Oscar Giannino.

Se anche tu andrai a votare lascia il tuo nome su: http://www.radicali.it/io-voto/

La campagna che non vedrete mai in metro

Il Referendum dell’11 Novembre darà voce ai romani sul futuro del trasporto pubblico.

Pochissimi cittadini però ne sono a conoscenza.
Così, abbiamo deciso di portare la campagna dove i cittadini prendono i mezzi e vivono il loro quotidiano disagio: le metropolitane.

La risposta dell’#Atac è stata negativa.
Di cosa hanno paura? Non hanno finalmente “un bilancio in attivo” come detto dalla Sindaca? Non hanno più mezzi in giro? Non stanno tornando a essere “il fiore all’occhiello di questa città”?
Anche loro sanno, evidentemente, che le cose non stanno così. Le bugie hanno le ruote sgonfie, come i loro autobus.

Aiutaci a informare quanta più gente possibile. Condividi la campagna e diventa volontaria/o scrivendoci a info@mobilitiamoroma.it

Approvato emendamento in Regione sui contributi ai Comuni per referendum

Non esiste democrazia senza informazione.
Siamo felici di poter dire che oggi è arrivato un impulso decisivo dal Consiglio regionale del Lazio, proprio per affermare questo principio: l’approvazione del nostro emendamento al collegato sui contributi da destinare ai Comuni per la corretta informazione in occasione dei referendum popolari.

“La corretta informazione dei romani sul referendum Mobilitiamo Roma dell’11 novembre, che avrà per oggetto un tema centrale come quello del trasporto pubblico locale, può essere un punto di svolta decisivo nella storia della nostra città.
L’amministrazione capitolina potrà richiedere subito le risorse che la Regione, grazie a questo emendamento, metterà a disposizione di tutti i comuni del Lazio che abbiano indetto un referendum, per consentire l’invio postale di un opuscolo informativo a casa di tutti i cittadini, così come indicato da tutte le buone prassi europee e dalla stessa Commissione di Venezia per la democrazia attraverso il diritto. Sarà l’occasione di informare i romani, in modo corretto e imparziale, sulla consultazione dell’11 novembre, di garantire loro la libertà di decidere e di scegliere, e di riconoscere concretamente alla partecipazione popolare il valore che merita”.
Alessandro Capriccioli, consigliere regionale del Lazio di +Europa Radicali.

Da Raggi solo bugie, il servizio Atac peggiora ogni giorno

“Virginia Raggi è tornata finalmente a parlare del referendum Mobilitiamo Roma del prossimo 11 novembre, dicendo che ha valore consultivo e che in ogni caso terranno conto dell’opinione dei cittadini: ne siamo lieti, dopodiché sarebbe bene specificare che sanare la situazione in cui si trova Atac non è possibile, e che raccontare la favola del servizio che migliora, negando una realtà drammatica, significa essere lontani anni luce dalle esigenze dei cittadini”. Così in una nota Riccardo Magi, segretario di Radicali italiani, e Francesco Mingiardi, membro di direzione di Radicali italiani, membri del comitato Sì Mobilitiamo Roma.

“Sembra proprio che la sindaca Raggi abbia paura di una sconfitta politica il prossimo 11 novembre. Non si spiega, altrimenti, perché continui a non informare i romani sul referendum Mobilitiamo Roma e, solo quando costretta a parlarne, lo sminuisca. Tutto questo è vergognoso, soprattutto da parte di chi dovrebbe promuovere questo appuntamento, che è l’unica occasione che i romani hanno per esprimere democraticamente il disagio e l’insoddisfazione per lo stato penoso del trasporto pubblico a Roma.
Il fatto poi che si continui a portare Roma Tpl come esempio di privato che non funziona è ancor più grave, perché Raggi sa bene che nei fatti si tratta di un sub appalto di Atac stessa.

Se la sindaca crede di poter cambiare le cose continuando a tenere in vita un’azienda fallita, per meri scopi politici e a discapito dei cittadini, faccia pure. Ma l’11 novembre i romani avranno la possibilità di urlare che tutto questo è uno scandalo senza precedenti, e di pretendere che la loro opinione abbia un peso”.

ATAC, azienda fallita che non fa nemmeno manutenzione ordinaria

“Gli autobus che vanno a fuoco a Roma non sono oggetto di fantomatici sabotaggi o di atti vandalici: semplicemente, non vengono manutenuti e, quando si interviene per sostituire qualche elemento, vengono usati quasi sempre pezzi già usurati. Serve altro per capire che questa azienda è fallita e non può più garantire il servizio?”. Così in una nota Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e Simone Sapienza, segretario di Radicali Roma.

“I risultati della perizia della Procura di Roma sono molto chiari e al contempo molto preoccupanti, perché aprono uno scenario in cui ogni autobus che sta circolando in questo momento in città, e che trasporta cittadini o turisti ignari, può rompersi o incendiarsi in qualunque momento, visto che la prassi è giocare al risparmio sulle pratiche di manutenzione. Come se, peraltro, questo bastasse per recuperare l’enorme debito da un miliardo e seicento mila euro che ha accumulato Atac in questi anni e che, di fatto, è la fotografia dell’insanabile fallimento dell’azienda. L’11 novembre, votando sì al referendum “Mobilitiamo Roma”, i cittadini della capitale avranno la possibilità di mettere la parola fine al vero e proprio film horror che sono costretti a vedere da anni, e scrivere una nuova pagina per il trasporto pubblico decidendo per la liberalizzazione del servizio: ci auguriamo che questo appuntamento, fondamentale per Roma, sia al centro del dibattito pubblico da qui al giorno del referendum, e che tutte le forze politiche, a cominciare dal Partito Democratico, prendano al più presto una posizione chiara, nell’interesse dei cittadini”.

Referendum ATAC, Radicali: chiediamo pubblicamente incontro con il PD romano

“Tra poco più di due mesi avrà luogo uno degli appuntamenti più significativi degli ultimi anni per la Capitale: il referendum sulla messa a gara del servizio di trasporto pubblico locale. Ma ancora pochissimi romani sono a conoscenza della scadenza dell’11 novembre. È fondamentale in questo momento prendere una chiara posizione ed incentivare il dibattito e la partecipazione popolare: per questo, riteniamo urgente incontrare movimenti e partiti politici a partire dai vertici del Pd romano. È questa un’occasione straordinaria di crescita civica e riforma strutturale“. Così in una nota Riccardo Magi, Alessandro Capriccioli e Francesco Mingiardi, promotori del Referendum Mobilitiamo Roma, e Simone Sapienza, segretario di Radicali Roma.

“Nella situazione di crisi totale in cui si trova la città, a partire da ATAC stessa, è necessario promuovere una visione alternativa da proporre ai cittadini, che hanno diritto di essere informati e di sapere che esiste una forma di opposizione costruttiva che li mette al centro delle decisioni più importanti, dando loro la possibilità, ad esempio, di rivoluzionare la situazione drammatica del trasporto pubblico locale. Il Sì al referendum infatti vorrebbe dire la volontà di restituire all’amministrazione il pieno controllo sui gestori del servizio, pubblici o privati che siano, togliendo alla politica il giocattolo di ATAC per privilegiare la pianificazione di un servizio tarato finalmente sulle esigenze dei cittadini. Chiediamo quindi pubblicamente al Partito Democratico di fissare un incontro, perché è giunto il momento di fare chiarezza”.

Roma maglia nera del trasposto pubblico. Referendum 11 novembre occasione svolta per cittadini. Fondamentale informazione su voto

“Il report dell’Osservatorio sui conti pubblici diretto da Carlo Cottarelli sullo stato del trasporto pubblico locale in Italia, pubblicato oggi da Affari e finanza, è la presa d’atto di una situazione del tutto fallimentare, in cui il modello dell’erogazione del servizio da parte di imprese di capitali pubbliche non riesce a garantire livelli minimi di efficienza a fronte di costi enormi per la collettività. Il primato negativo, neanche a
dirlo, spetta a Roma. Il confronto con le altre capitali europee è impietoso. Il dato che però spaventa di più è quello degli investimenti: pochi milioni di euro a Roma negli ultimi anni a fronte di milioni o addirittura miliardi allocati dalle più virtuose capitali europee. Dunque nessuna prospettiva di miglioramento nei prossimi anni, anche perché gran parte delle risorse future di ATAC -se mai ve ne saranno, stando ad un trend che in pochi anni ha prodotto quasi un miliardo di perdite – saranno assorbite interamente dalla copertura dei debiti pregressi della S.p.A. pubblica ATAC. Eppure la giunta Raggi continua a promettere un rilancio del servizio spacciando per risanamento dell’azienda quella che è soltanto una procedura fallimentare. È questo il risultato di imprese orientate non alla qualità del servizio ma alla produzione del consenso elettorale attraverso bacini di preferenze e riserve per allocare poltrone e premi. Così la politica finanzia se stessa secondo una logica che è la quintessenza dell’interesse privato contro l’interesse pubblico. In questo contesto, il referendum del prossimo 11 novembre per la messa a gara della gestione del Tpl nella Capitale propone di togliere alla politica il giocattolo di ATAC per privilegiare la pianificazione di un servizio tarato finalmente sulle esigenze dei cittadini: un modello che restituisca all’amministrazione il pieno controllo sui gestori del servizio, pubblici o privati che siano. Non c’è occasione migliore del referendum per attribuire ai cittadini la facoltà di inchiodare l’amministrazione alle sue responsabilità, perché quando c’è pubblica consapevolezza c’è pubblica rendicontazione delle scelte politiche. Riteniamo quindi cruciale che i cittadini siano adeguatamente informati, attraverso i canali istituzionali ma anche dai media, su questo voto. Mobilità significa libertà, salute e sicurezza: in una parola, benessere. Far sapere che oltre due milioni di cittadini sono chiamati a esprimersi su questi temi è fondamentale per guadagnare campo su una politica sempre più lontana dai problemi delle persone”.
Così in una nota i promotori del referendum Mobilitiamo Roma e presidenti del comitato per il Sì Riccardo Magi, Alessandro Capriccioli e Francesco Mingiardi.